Restate aggiornati sulle nostre attività, gli eventi e le promozioni del Fairshop.

Birmania/Myanmar

Dal 2010 la Birmania/Myanmar si trova in un complesso processo di transizione da un ex dittatura militare a una democrazia. Le elezioni del 2015 hanno portato alla vittoria del National League for Democracy (NLD) di Aung San Suu Kyi. L’apertura politica, economica e sociale significa attuare molti processi di riforma e nuove linee di conflitto. Oltre a India e Cina, sempre più paesi industrializzati occidentali si interessano al paese, povero ma ricco di materie prime.

Myanmar: minacce e possibilità di apertura

La sorprendente apertura democratica registrata sotto il precedente governo militare ha portato al riconoscimento del Paese da parte degli Stati occidentali; ciò ha però in parte anche accentuato la sua fragilità.

Il cambiamento e il crescente interesse internazionale costituiscono al contempo dei rischi e dei pericoli. Le organizzazioni della società civile sono vigili: la stampa dedica spazi sempre maggiori alle questioni del landgrabbing, della concessione di risorse e di investimenti. Il governo, da parte sua, è consapevole che le sue politiche di investimento e sulle materie prime sono sotto stretta osservazione.

Da anni, le minoranze etniche esigono maggiore autonomia. Il governo centrale ha tentato di risolvere questi conflitti con degli accordi di tregua, ma le soluzioni sul lungo periodo devono ancora essere trovate. Inoltre, il processo di trasformazione del Paese ha esacerbato i conflitti religiosi, in particolare quelli fra i buddisti radicali e le popolazioni musulmane.

Il Myanmar è uno dei paesi meno sviluppati al mondo. Appena lo 0,2 percento del prodotto nazionale lordo è destinato al sistema sanitario pubblico (40 volte meno rispetto alla Svizzera) e solo lo 0,8 percento alla formazione. Le conseguenze sono devastanti: 52 bambini su 1000 muoiono nei primi cinque anni di vita (4 bambini su 1000 in Svizzera), e gli adulti birmani hanno in media solo quattro anni di frequentazione scolastica alle spalle. Al contrario, nelle città sono presenti delle élite istruite.

Situazione generale

Dopo la schiacciante vittoria della National League for Democracy (NLD) la situazione è cambiata. Il Myanmar ha iniziato un percorso di transizione da una dittatura militare a un regime democratico, passando da un sistema di economia controllata ad un’economia capitalista caratterizzata dal settore privato, in un contesto dove i conflitti armati non sono ancora terminati. I progressi realizzati sono tuttavia offuscati dalla diffidenza tra i vari gruppi etnici, religiosi e politici, e dalle aggressioni da parte dei militari. Le Nazioni Unite dovrebbero intervenire in modo deciso contro le brutali repressioni della polizia e dell’esercito nei confronti della minoranza musulmana. Nel frattempo, più di 70'000 Rohingya sono dovuti fuggire nel vicino Bangladesh. Aung San Suu Kyi è rimasta in silenzio durante le violente azioni delle forze armate. Grandi speranze erano state rimesse in lei, premio Nobel per la pace. Nel marzo dello scorso anno Aung San Suu Kyi portò il suo partito (NLD) alla vittoria delle elezioni (relativamente libere). Fino al 2010 Aung San Suu Kyi era restata per 15 anni agli arresti domiciliari sotto la giunta militare del regime. Siccome i suoi figli detengono il passaporto britannico, ufficialmente lei non avrebbe potuto assumere la presidenza. Come consigliera di stato svolge tuttavia il ruolo di capo di stato.

È stato stimato che circa il 26% della popolazione vive in povertà. La percentuale raddoppia nelle aree rurali dove vive il 70% della popolazione. Nelle aree di frontiera, che sono principalmente occupate dalle minoranze etniche, e dove si concentrano i principali conflitti, la povertà è particolarmente diffusa. Nel paese vivono circa 51 milioni di persone e sono presenti numerosi gruppi etnici che parlano più di 100 lingue e dialetti. Nella classifica dei paesi per indice di sviluppo umano (HDI) il Myanmar si posiziona al 150° posto su 188.

Il programma di HELVETAS

Il progetto di Helvetas di formazione di giovani donne e uomini delle zone rurali (sostenuto dalla fondazione Happel), così come il progetto della DSC che mira alla gestione sostenibile delle risorse idriche nel Golfo di Mottama, procedono e stanno mostrando i primi buoni risultati.

Allo stesso tempo, Helvetas sta portando avanti il progetto Promoting Equitable and Accountable Civic Engagement (PEACE), cofinanziato dall’Unione europea con lo scopo di rafforzare la società civile.

Anche il progetto Regional-Biotrade della SECO, che concerne anche Laos e Vietnam, è cominciato con successo.  Ora Helvetas sta esaminando quale catena di valore sarebbe più appropriata per l'esportazione: ad esempio tè e cardamomo bio, che potrebbero creare reddito nuovo per persone svantaggiate in Myanmar.

I progetti con i relativi piani di sviluppo saranno approvati dalle autorità locali.
image description
  • Tasso di povertà

    Nessuna informazione disponibile
  • Indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite

    150. posto su 188
Fonte: UNDP 2016
  • Temi

    • Agricoltura, pesca & accesso ai mercati
    • Sicurezza alimentare
    • Formazione professionale e accesso al mercato del lavoro
    • Donne & giustizia sociale
    • Sostegno alla società civile